Ecco il nuovo “manifesto in difesa della razza”
di Piero Sansonetti da Liberazione del 25/2/2006
Pubblichiamo in questa pagina - qui accanto - il manifesto redatto dal Presidente del Senato Marcello Pera e firmato da un bel gruppetto di ministri e di intellettuali di destra. Lo abbiamo letto con attenzione e lo abbiamo confrontato con un altro celebre manifesto, quello per la difesa della razza, redatto da un gruppo di anonimi intellettuali fascisti nel 1938, che segnò la definitiva subalternità del regime italiano al nazismo di Hitler e diede il via libera alle persecuzioni razziali e poi allo sterminio.
Naturalmente tra il linguaggio di Pera e quello degli intellettuali fascisti ci sono delle differenze. Però la sostanza dei due manifesti e persino la loro “progettazione” appaiono molto simili e forse consapevolmente simili. I due manifesti sono costruiti entrambi su una suddivisione in capitoletti brevi, secchi e didascalici, che in parole semplici dichiarano le idee e le intenzioni dei promotori. Le idee sono chiare: affermare la superiorità della razza occidentale (ariana, o italiana, eccetera) nel manifesto fascista; affermare la superiorità della civiltà e della cultura e della politica occidentale (o ariana, o italiana, o americana eccetera) nel manifesto di Pera. La differenza tra i due manifesti sta nel fatto che Pera non ricorre a ragionamenti medici e biologici, che sono invece presenti nel testo mussoliniano. E tuttavia bisogna dire che mentre nel primo capitolo del manifesto fascista si dice che l’esistenza delle razze «non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti...», nel manifesto di Pera non c’è questa clausola prudente: la superiorità netta e totale della civiltà occidentale - e il suo dovere e diritto di dominio - è fuori questione.
Ora, per proseguire il nostro ragionamento vi dobbiamo chiedere molta attenzione e un po’ di fantasia. Non possiamo scrivere tutto ciò che vorremmo, perché il nostro avvocato ce lo ha proibito. Perché? Presto spiegato: il presidente Pera recentemente ci ha fatto causa e ha chiesto da noi un risarcimento di 5 milioni di euro (cioè il fatturato di un intero anno di attività del nostro giornale) solo per avere avanzato dei dubbi su... (omissis, omissis, omissis). Ragione per cui, ad esempio, non possiamo oggi scrivere che il Presidente Pera... (omissis, omissis, omissis, censura, autocensura, censura, eccetera).
Il punto più forte di somiglianza tra i due manifesti -pensiamo di poterlo scrivere - si trova nella comparazione della premessa del testo di Pera con il punto 7 del manifesto fascista. Scrivevano i fascisti: «E’ tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l’opera che finora ha fatto il regime in Italia è, in fondo, razzismo... La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano-nordico.... Questo vuol dire additare agli italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee... questo vuol dire elevare l’italiano ad un’ideale superiore di coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità». Nel punto 4 del manifesto fascista si parla invece «delle tradizioni millenarie della razza italiana». Bene, provate a leggere la premessa del manifesto di Pera e diteci se non trovate qualche somiglianza («il laicismo e il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia, si sviliscono i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia, si predica l’uguale valore di tutte le culture...»). Oppure leggetevi il capitoletto sull’Occidente, «fonte di principi universali...».
Si può leggere il manifesto di Pera e liquidarlo con una risata? Si può, certo che si può: alle persone di buonsenso viene spontaneo. Però è un errore. Questo manifesto è stato firmato da quasi tutto l’establishment della destra italiana, persino da molti leader cattolici. Bisogna prendere atto del fatto che il berlusconismo ha portato a questo: alla dissoluzione di tutti i principi e le pulsioni liberali, classiche della destra, e al prevalere dei sentimenti e delle idee xenofobe e razziste (omissis, omissis, omissis). Il leader più forte della destra non è né Berlusconi, né Gianni Letta, né Antonio Martino né Stefania Prestigiacomo: il leader è questo Marcello Pera (omissis...)
Il "manifesto" di Pera
L’Occidente è in crisi. Attaccato dall'esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida. Minato dall'interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna delle nostre tradizioni, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori. Il terrorismo, invece, è un'aggressione diretta alla nostra civiltà e all'umanità intera.
L'Europa è ferma. Continua a perdere natalità, competitività, unità di azione sulla scena internazionale. Nasconde e nega la propria identità e così fallisce nel tentativo di darsi una Costituzione legittimata dai cittadini. Determina una frattura con gli Stati Uniti e fa dell'antiamericanismo una bandiera.
Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l'uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l'integrazione degli immigrati.
Come ha detto Benedetto XVI, oggi "l'Occidente non ama più se stesso". Per superare questa crisi abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà.
l'Occidente
Noi siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà occidentale come fonte di princìpi universali e irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa alternativa o contrapposta agli Stati Uniti.
l'Europa
Siamo impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità europea la sua vera identità e la forza di parlare al cuore dei suoi cittadini.
la sicurezza
Siamo impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo come un crimine contro l'umanità, a privarlo di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte le organizzazioni che attentano alla vita dei civili, a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno così come all'estero.
l'integrazione
Siamo impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati in nome della condivisione dei valori e dei princìpi della nostra Costituzione, senza più accettare che il diritto delle comunità prevalga su quello degli individui che le compongono.
la vita
Siamo impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale; a considerare il nascituro come "qualcuno", titolare di diritti che devono essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa" facilmente sacrificabile per fini diversi.
la sussidiarietà
Siamo impegnati a sostenere il principio "tanta libertà quanta è possibile, tanto Stato quanto è necessario". Con ciò si esalta il primato cristiano e liberale della persona e dei corpi intermedi della società civile e si concepisce il potere politico come un aiuto e uno strumento per la libera iniziativa di individui, famiglie, associazioni, compagnie, volontariato.
la famiglia
Siamo impegnati ad affermare il valore della famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio, da tenere protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione o legame.
la libertà
Siamo impegnati a diffondere la libertà e la democrazia quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al prezzo della schiavitù di molti che possono vivere i privilegi di pochi.
la religione
Siamo impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
l'educazione
Siamo impegnati a difendere e promuovere la libertà di educazione senza negare la funzione pubblica dell'istruzione. Intendiamo realizzare la piena equiparazione della scuola non statale con la scuola statale, applicando anche in questo campo il principio generale di sussidiarietà.
l'Italia
Siamo impegnati a rendere la nostra Patria ancora più autorevole. A esaltare i valori del conservatorismo liberale, affinché la crescita delle libertà pubbliche e individuali vada di pari passo con il mantenimento delle nostre tradizioni. Non può essere né libero né rispettato chi dimentica le proprie radici.
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