Riunito a Vienna l’esecutivo della Sinistra europea
Foro di Sao Paolo e Se una strategia comune
di Paola Giaculli da Liberazione del 14/5/006
Il nuovo mondo riparte da Vienna. E’ qui, in parallelo al vertice Ue-America Latina e al contro vertice Enlazando alternativas 2 che la sinistra alternativa di Europa e America Latina si dà appuntamento per lanciare la sfida contro l’offensiva neoliberista che dovrebbe segnare il rapporto tra il vecchio continente e l’America Latina. Per contrastare un tipo di relazione basata sul libero commercio e politiche liberiste una cooperazione tra popoli nel rispetto dei loro diritti e della loro sovranità, il partito della sinistra Europea e i partiti che fanno capo al Foro di Sao Paulo si incontrano per la prima volta e gettano le basi di una futura collaborazione.
L’occasione è data dalla riunione dell’esecutivo della Sinistra europea in svolgimento a Vienna. Nelle sue varie articolazioni, il Fsp presente a Vienna con rappresentanti di Frente Amplio (Uruguay), Pt (Brasile), Unrg (Guatemala), Fmln (Salvador), il movimento Quinta Repubblica (Venezuela), Pc (Cuba), e Pc cileno, scopre insieme alla Sinistra Europea di avere molte basi di partenza per un lavoro comune.
Le grandi discriminanti di opposizione al neoliberismo, pace e democrazia, fondamenta del manifesto della Se, trovano nel Fsp un interlocutore molto più che interessato. Gli interventi massicci di Banca mondiale, Fmi e ora anche il tentativo della Ue di fare dell’America Latina un’area di libero scambio con la cancellazione di qualsiasi diritto sindacale, civile e umano, si scontrano ormai con l’opposizione sempre più massiccia da parte dei movimenti, che inverte la tendenza degli anni Novanta, portandosi al governo di molti paesi dell’America Latina.
Da i protagonisti del cambiamento vengono indicati alla Sinistra Europea i punti su cui concentrare l’attenzione tra questi la sempre più drammatica militarizzazione della Colombia, con la repressione violenta e l’eliminazione fisica di esponenti della Sinistra, in vista delle prossime elezioni presidenziali del 25 maggio, per cui il Fsp chiede osservatori della Se, invitata a presenziare anche altri appuntamenti elettorali quest’anno in Messico, Nicaragua, Brasile e Venezuela.
Anche di violenza di genere si parla, soprattutto in Guatemala dove le donne vengono assassinate quotidianamente. Altro terreno in cui i diritti vengono calpestati è quello dei migranti, costretti prima a lasciare le loro terre per le devastazioni sociali ed economiche introdotte dalle politiche neoliberiste, per poi trovare la morte al muro con cui gli Usa vogliono separare l’America “ricca” da quanti sono esclusi dalla loro fortezza, espressione di una politica drammaticamente diffusa anche in Europa con i Cpt.
Attenzione meritano evidentemente gli accordi commerciali e di cooperazione tra Unione Europea e America Latina che seguono la logica neoliberista che si incontra in Europa in direttive come quella sulla liberalizzazione dei servizi Bolkestein, mentre anche in America Latina si rafforza sempre più il movimento per il libero accesso ai beni comuni, in particolare l’acqua, in sud america in gran parte privatizzata. Non può mancare quindi l’appoggio congiunto della Se e Fsp alla politica di nazionalizzazione di risorse naturali di Evo Morales in Bolivia.
Si condanna inoltre l’Unione europea per il suo appiattimento sulle politiche Usa nei confronti di Cuba a cui viene ribadita la solidarietà e l’impegno contro l’embargo. La questione della democrazia rappresentativa, inoltre, è di attualità in Cile, dove la nuova presidente Bachelet ha promesso ai movimenti di cambiare un sistema elettorale maggioritario che esclude partiti come il Pci nonostante il suo 7,4%. Prendendo spunto da un documento sottoscritto da parlamentari europei e latino americani che indica le basi di una cooperazione alternativa tra i due continenti, Se e Fsp si danno appuntamento a Montevideo per un primo bilancio dell’attività dei governi che in America Latina hanno fatto delle rivendicazioni dei loro popoli contro le sopraffazioni di istituzioni finanziari e multinazionali, la loro bandiera.
|