Congresso Cgil, Rinaldini prepara due tesi alternative
di Fabio Sebastiani da Liberazione del 16/7/2005
Il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini potrebbe presentare due tesi alternative a quelle del numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, al prossimo congresso che si concluderà tra febbraio e marzo. Ieri alla riunione della Rete 28 aprile Rinaldini ha annunciato che ´si riserva di presentare due tesi alternativeª sui temi riguardanti il sistema contrattuale e la democrazia sindacale. Per Giorgio Cremaschi (Fiom) si tratto di ´un fatto molto importanteª. ´Non accade dal 1945 - dice - che un segretario generale dei metalmeccanici presenti tesi alternative a quelle del leader della Cgil. E' un fatto così grosso che potremmo decidere di non presentare un documento alternativo, ma di votare le tesi di Rinaldini'.
Nel dibattito pre-congressuale in Cgil irrompono le tute blu dei metalmeccanici della Fiom. A pochi giorni dal direttivo nazionale della Cgil che metterà nero su bianco l'avvio della fase congressuale non più basata su documenti contrapposti ma su un documento unitario "a tesi", il segretario della Fiom Gianni Rinaldini lancia un segnale chiaro al leader della Cgil Guglielmo Epifani. Dalla tribuna dell'assemblea nazionale della "Rete 28 aprile" annuncia la possibile presentazione di almeno due tesi alternative. Anche se la formula usata da Rinaldini contempla ancora la classica "riserva", le formulazioni del documento unitario, in particolare su democrazia sindacale e modelli contrattuali, lasciano poco spazio per un accordo che soddisfi tutti. Tutto verrà deciso tra lunedì e martedì prossimi, quando della faccenda si occuperà il Comitato direttivo nazionale della Cgil.
La nuova presa di posizione della Fiom ha messo in allarme Federmeccanica che si è affrettata a chiedere un intervento di Epifani. ´Quella parte del sindacato - ha ha detto Massimo Calearo, presidente dell'associazione degli industriali - deve modificarsi. Noi vediamo dei cambiamenti importanti anche dalle segreterie nazionali e direi che fino ad adesso la più ferma nelle posizioni è certamente la Fiom: non è la scoperta dell'America, è un dato di fatto. Calearo intervenendo a margine di un convegno della Fondazione Nord Est ha invitato il segretario generale della Cgil a parlare con la Fiom.
Nel suo intervento di ieri all'assemblea della "Rete 28 aprile" (Centro congressi Frentani a Roma) Rinaldini ha sottolineato che la battaglia sul modello contrattuale assume un valore strategico nel momento in cui la Confindustria vuole l'unico vincolo di solidarietà ancora esistente tra i lavoratori. E la stessa possibilità di decidere sui contratti deve essere intesa come ´un diritto dei lavoratoriª e non una "concessione" straordinaria.
L'annuncio in diretta di Rinaldini è stato giudicato un ´fatto importanteª da parte del segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, che ha tenuto la relazione introduttiva all'assemblea nazionale della "Rete 28 aprile". ´Non accade dal 1945 - ha commentato - che un segretario generale dei metalmeccanici presenti tesi alternative a quelle del leader della Cgilª. ´Il nodo da sciogliere - spiega Cremaschi - è la garanzia del pluralismo. Chiederemo al segretario generale della Cgil che la scelta di tesi alternative rappresenti un pluralismo reale e che ci sia corrispondenza tra i voti alle tesi, i delegati e i gruppi dirigenti. Questo sarà decisivo per noi per sciogliere il nodo se presentare o no il documento alternativo.
L'assemblea della rete non è riuscita a decidere sulla difficile questione del documento alternativo anticoncertativo, e sulla relativa costituzione in area programmatica. Il processo, comunque, assicurano i promotori, è ancora aperto e va avanti sulla base del metodo del consenso e non su quello della votazione. ´Nasce una nuova soggettività in Cgil fondata sulla democrazia radicale e contro la concertazioneª, ha aggiunto Cremaschi. Il dibattito è stato molto articolato. E, tra l'altro, ha registrato un "fermo macchina" del gruppo di "Eccoci" (Danini e Baldini), che paventa il pericolo di un isolamento della Fiom in caso di documento alternativo. Nel corso del dibattito sono stati presentati due ordini del giorno, uno sulla presentazione del documento alternativo (primo firmatario Grisolia) e l'altro sull'aggregazione programmatica (Sergio Bellavita). L'assemblea ha fissato un altro appuntamento a settembre. Paolo Ferrero, della segreteria nazionale del Prc, ha dichiarato: ´L'elemento che mi sembra positivo è che la proposta della Fiom esce dall'assemblea di Roma come la strada maestra da percorrere nel congresso Cgil'.
Una parte di "Lavoro e Società", quella guidata da Gian Paolo Patta che invece ha scelto il patto unitario proposto da Epifani, ha tenuto a Firenze la sua assemblea regionale. All'appuntamento, secondo gli organizzatori, hanno partecipato quasi cinquecento persone.
´Siamo nati, ha detto Gian Paolo Patta nelle sue conclusioni, per spostare a sinistra l'asse politico della Cgil cosa che è avvenuta, da qui la scelta di andare ad un congresso unitario per tesi. Permangono, ha aggiunto, alcune diversità e non a caso la nostra area congressuale resta in pedi, queste diversità potranno sfociare in emendamenti nazionali alle tesi e dunque diventeranno elemento del confronto nei congressi ad ogni livelloª. Uno degli scenari possibili è che la sinistra in Cgil diventi un arcipelago molto articolato con soggetti che svolgono ruoli anche su piani diversi. In questo modo verrebbe superato il concetto classico dell'area programmatica.
Una campagna promossa da organizzazioni e reti che fanno parte del movimento per la pace contro la guerra. Un punto di vista politico e culturale alternativo a quello che sta orientando le scelte politiche in Italia e in Europa
La pace è l'unica sicurezza
Questa volta è toccato a Londra
La popolazione londinese, colpita da atti criminali che non hanno giustificazione alcuna, ha subito morte, orrore, paura.
Siamo al loro fianco, esprimiamo loro tutta la nostra solidarietà.
Siamo tutti vittime di una guerra globale contro l'umanità che ogni giorno, spesso nell'indifferenza generale, colpisce tante comunità umane in tutto il mondo.
" Una guerra fra potenti " combattuta dagli interessi forti che tirano le fila dell'ingiustizia e dello sfruttamento, dagli stati che fanno le guerre, dalle organizzazioni che, per competere con essi, utilizzano strategie terroristiche.
La guerra è loro. Nostri sono i morti innocenti, le vittime civili. Alla guerra globale bisogna reagire, se vogliamo assicurare a noi stessi e al mondo un futuro.
Quattro anni di guerra condotta in nome della lotta al terrorismo, oltre a seminare distruzione, hanno aumentato in modo gigantesco l'insicurezza, la destabilizzazione, i pericoli in tutto il pianeta. Lungi dall'averli diminuiti, la guerra ha
alimentato gli attacchi terroristici.
(...)
Bisogna opporsi alla costruzione di un mondo armato, di società e di economie di guerra.
Bisogna portare subito l'Italia fuori dal sistema della guerra.
Le grandi e pacifiche manifestazioni ad Edimburgo hanno ancora una volta mostrato la volontà di lottare per una giustizia globale: questa lotta è possibile e necessaria.
Possibile e necessario ritirare immediatamente le nostre truppe dall'Iraq, finirla con il riarmo, l'esportazione di armi e l'aumento delle spese militari, smantellare subito le basi militari straniere, ripulire il nostro territorio dalle armi nucleari e di distruzione di massa, avviare una politica estera di pace che obbedisca al dettato costituzionale: "L'Italia ripudia la guerra".
Possibile e necessario impegnarsi per la giustizia globale, ricercare la convivenza, combattere la discriminazione e il razzismo, mettere al bando l'islamofobia, chiudere i cosiddetti Centri di Permanenza Temporanea e accogliere i migranti.
(...)
Le scelte del governo italiano, confermate dalle prime reazioni all'attentato di Londra, vanno nella direzione opposta. Il governo conferma la partecipazione alla guerra, alimenta l'intolleranza, aumenta la stretta contro gli immigrati, contro i musulmani, contro le lotte sociali. Annuncia il futuro ritiro di soli trecento soldati dall'Iraq ma si appresta a prendere il comando delle forze Nato in Afghanistan.
Questa politica espone il nostro paese e noi tutti a gravi pericoli. Il Governo stesso annuncia che siamo un paese fortemente a rischio. Gioca la carta della paura per puntellare le sue scelte di guerra.
Bisogna fermarli.
E possiamo fermarli con la mobilitazione popolare che il nostro paese in tante occasioni è stata in grado di esprimere e che ha diffuso un'altra coscienza, un'altra cultura, l'urgenza di un'altra politica.
C'è bisogno di una reale alternativa, non di unità nazionale con chi ci ha spinto sull'orlo del baratro.
prime adesioni:
Attac Italia, Arci, Fiom-Cgil, Forum del Teatro, Carta, Tavolo Migranti, Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti, Brescia Social Forum, Laboratorio Politico -L'Aquila, Marcia Mondiale delle Donne, Terres des Hommes, Associazione per la pace, Forum contro la Guerra, Punto Rosso - Forum Mondiale delle Alternative, Bastaguerra, Transform Italia, Associazione Obiettori Nonviolenti, Forum Sociale Ponente Genovese, Un ponte per, Agenzia per la pace - Chiavenna, Sinistra Critica, Forum Ambientalista, Gruppo Bastaguerre Milano, Coordinamento Italiano a sostegno di RAWA, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Firenze Social Forum, Forum delle Reti e dei Movimenti Toscani, Fermiamo la Guerra - Comitato Firenze, Rete Lilliput - GlT Nonviolenza e Conflitti, Circolo PRC "A. Gramsci" - Trieste, Campagna Italiana di Solidarietà con AIC di Gerusalemme, Rete Antirazzista Catanese, Giovani Comunisti - Verona, Fiom Roma Sud, Traduttori per la pace, Confederazione COBAS, Rete Nazionale Artisti contro le Guerre, Associazione Aprile, Legambiente, Associazione "Tina Modotti" Trieste, Donne in Nero - Roma, Affi, Circolo Hilda Guevara Associazione Nazionale di Amicizia Italia - Cuba Trieste, Guerre e Pace, Sin - Cobas, Abruzzo Social Forum
per aderire: adesioni@unmondodiverso. it
|