home > la stanza del segretario   ultimo aggiornamento 13 febbraio 2007
 
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Casa. Approvato al Senato il ddl blocca sfratti

Usciamo dalla precarietà,
costruiamo assieme il diritto all'abitare.


Un sospiro di sollievo per 26 mila famiglie. Tante, stando alle stime del ministero della Solidarieta' sociale, dovrebbero, infatti, essere le famiglie che beneficeranno del provvedimento sugli sfratti approvato in via definitiva in Senato, con il blocco di quelli esecutivi (esclusi i morosi) per i prossimi 8 mesi.

L'Aula del Senato ha approvato in via definitiva con 197 voti a favore, 4 contrari e 105 astenuti il disegno di legge sugli sfratti (interventi per la riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali), che proroga di 8 mesi gli sfratti esecutivi per finita locazioni emessi nei confronti di soggetti deboli sotto il profilo sociale, economico o sanitario. Soddisfatto il ministro Paolo Ferrero: “Abbiamo evitato, con questo provvedimento, che migliaia di famiglie con anziani, con bambini, con portatori di handicap, siano sfrattati. Mi sembra un dato di civiltà”.

Con questo dispositivo – Sottolinea Paolo Gangemi (Responsabile Nazionale Casa del PRC) è istituito il Fondo nazionale per il rilancio dell’edilizia pubblica residenziale: Regioni e Comuni dovranno dotarsi di piani d’intervento per dare un tetto ai precari della casa. E’ una prima, e significativa, svolta nelle politiche abitative, che fa sperare, affinché il 2007 sia l’anno delle politiche sociali e del diritto alla Casa.

Un provvedimento quanto mai necessario per le difficoltà abitative di milioni di persone, rese difficili dalla crisi economica e dai costi insostenibili degli affitti: in questi anni il centrodestra ha continuato a svendere il patrimonio pubblico tagliando i fondi allo stato sociale, lasciando i Comuni senza strumenti per affrontare l’emergenza.

Il CARO CASA è diventato per il paese una piaga sociale che limita la crescita e consegna alla rendita parassitaria ingenti risorse, sottraendole al consumo interno delle famiglie ed agli investimenti produttivi. La precarietà è aumentata a dismisura: sfratti per morosità incolpevoli, case messe all’asta per mancato pagamento dei mutui, costo degli affitti a livello d’usura, giovani generazioni penalizzate dalla mancanza d’alloggi a buon mercato.

Al punto che in Italia ogni 100 case, solo 5 sono ad affitto sociale, mentre la media europea è di 16 alloggi, con punte nei paesi scandinavi del 70. Siamo tre volte sotto la media europea. Inoltre la spesa in Europa per la politica sociale della casa è dieci volte superiore a quella del nostro Paese.

Questa legge segna una discontinuità e stabilisce un indirizzo per una nuova politica sulla casa, ed è una prima risposta alla mobilitazione dei “movimenti” e delle “ istituzioni locali” , che attraverso la campagna internazionale “SFRATTI ZERO” si sono impegnate in difesa degli sfrattati e degli occupanti, portando in primo piano le tematiche della precarietà del lavoro e della casa dei giovani lavoratori, italiani e migranti, soprattutto durante la recente manifestazione di Roma contro la precarietà.

Dobbiamo costruire tutti insieme un calendario sociale per il diritto all’abitare, connettendo la difesa del diritto alla casa ai beni comuni, alla lotta contro la precarietà del lavoro, ai diritti di cittadinanza, in difesa dei servizi pubblici. Un’interessante tappa è stata quella di Bobigny in Franca della settimana scorsa dove si è definita la costruzione degli stati generali europei, affinché siano individuati percorsi e vertenze per la sinistra alternativa europea, organizzando in Italia scadenza simili con tutti i soggetti impegnati per l’alloggio sociale e per un vero Habitat per le nostre città. Rifondazione Comunista ha presentato in parlamento lo scorso anno il Pacchetto Casa, proposte di legge per costruire una vera vertenza nazionale e territoriale: un tetto massimo per gli affitti privati e modifica delle legge 431, abolendo il canale libero e lo sfratto di finita locazione, e prevedendo sgravi fiscali per gli inquilini e sostegno all’affitto certo; uso della leva fiscale (l'ICI) per penalizzare lo sfitto e le seconde case abolendo l’ICI sull’abitazione principale, e soprattutto finanziare con 1% del bilancio dello stato il rilancio dell’edilizia pubblica.

Proponiamo l'adozione di un piano d’iniziativa per recuperare nei prossimi 10 anni la differenza tra l'Italia e l'Unione Europea. Inizia, lo auguriamo, una nuova politica di gestione del territorio che intende privilegiare l’intera collettività nell’utilizzo dello spazio comune contro la filosofia mercantile che vuole asservire il territorio alla rendita, e che superi l’attuale rapporto mercato privato / edilizia residenziale pubblica; ovvero l’idea che non ci sia nient’altro che il mercato privato per tutti e l’edilizia residenziale pubblica per i più disperati.

La nostra iniziativa sarà rivolta alle istituzioni, ai partiti, ai sindacati e ai movimenti per la costituzione di tavoli larghi di confronto e lotta, e dare gambe ad una nuova politica abitativa.

Circolo Che Guevara (Tor Marancia-Grottaperfetta) Via Fontanellato 69, 00142 Roma - 06.54.04.393