home > la stanza del segretario   ultimo aggiornamento 10 ottobre 2006
 
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Brasile - La posta in gioco al secondo turno

di Emir Sader da Liberazione del 5/10/2006


La posta in gioco al secondo turno non è soltanto se Petrobras (la compagnia petrolifera brasiliana) sarà privatizzata - come dichiara il consulente di Alckmin Mendonça de Barros alla rivista Exame - e, insieme ad essa, lo saranno il Banco do Brasil, la Caixa Economia Federal, la Eletrobras (la compagnia elettrica).

La posta in gioco al secondo turno non è soltanto se i movimenti sociali saranno di nuovo incriminati e repressi dal governo federale.

La posta in gioco al secondo turno non è soltanto se il Brasile continuerà a privilegiare la sua politica estera di alleanze con l’Argentina, la Bolivia, il Venezuela, l’Uruguay, Cuba, nonché con i paesi del Sud del mondo, anziché sottostare alla politica degli Stati Uniti.

La posta in gioco al secondo turno non è soltanto se si tornerà alla politica dell’istruzione privata.

La posta in gioco al secondo turno non è soltanto se la politica culturale sarà incentrata sul finanziamento privato.

La posta in gioco al secondo turno non è soltanto se avremo meno o più posti di lavoro precario, maggiore o minore occupazione.

La posta in gioco al secondo turno non è soltanto se vi saranno magggiori o minori investimenti pubblici in settori quali l’energia, le comunicazioni, i trasporti, le bonifiche essenziali, l’istruzione, la sanità, la cultura.

La posta in gioco al secondo turno non è soltanto se si continuerà a ridurre le disuguaglianze in Brasile attraverso politiche sociali redistributive (micro-credito, aumento del reale potere d’acquisto del salario minimo, riduzione del prezzo dei prodotti del “paniere” di base, borse-famiglia, elettrificazione delle campagne, tra l’altro), o se ritorneremo alle politiche del governo di Fernando Enrique Cardoso.

La posta in gioco al secondo turno è tutto questo, il che, già di per sé, è di notevole rilevanza e segna immediatamente la differenza tra i due candidati. Ma ciò che è in gioco soprattutto al secondo turno è l’inserimento internazionale del Brasile, con dirette implicazioni per il destino futuro del paese.

Con Lula, proseguirebbe la politica che privilegia l’integrazione regionale e l’alleanza Sud/Sud, in contrapposizione all’Alca e in favore del Mercosud. Con Alckmin, si privilegerebbero le politiche liberiste in campo commerciale: Alca, sottoscrizione del Trattato di libero scambio con gli Stati Uniti, isolamento dell’Alba, indebolimento del Mercosud, della Comunità Sud-americana, delle alleanze con il Sud Africa e l’India, del Gruppo dei 20.

La posta in gioco al secondo turno è la decisione se il Brasile subordinerà il proprio futuro alle politiche di libero commercio o realizzerà il processo di integrazione regionale. Questo costituisce una differenza fondamentale per le future sorti del Brasile e dell’America Latina. Scegliere il libero scambio significa aprire definitivamente l’economia del paese ai grandi monopoli internazionali (soprattutto nord-americani), significa rinunciare a stabilire una qualsiasi forma di regolamentazione interna (in materia di ambiente, di moneta, di quote, ecc.) Significa condannare definitivamente il Brasile alla centralità delle politiche di mercato, con il perpetuarsi delle disuguaglianze che rendono il nostro il paese più ingiusto del mondo.

La posta in gioco al secondo turno è, perciò, se avremo un paese meno ingiusto o più ingiusto, se avremo un paese con maggiore sovranità o maggiormente subordinato, se avremo un paese più democratico o meno democratico, se conserveremo la dignità di paese o se ritorneremo stabilmente all’interno di un mercato speculativo e ci consolideremo come un paese conservatore guidato da elites oligarchiche. Se saremo un paese, una società, una nazione (democratici e sovrani) o ci ridurremo a una borsa valori, a uno “shopping center” circondato da ogni lato da miseria.

Tutto questo è in gioco al secondo turno. Di fronte a questo, nessuno può restare neutrale, nessuno può rimanere equidistante, nessuno può essere indifferente.

Traduzione dal portoghese di Titti Pierini

Circolo Che Guevara (Tor Marancia-Grottaperfetta) Via Fontanellato 69, 00142 Roma - 06.54.04.393